Management del Dolore Post-operatorio

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I poeti maledetti? bleah! 

La finta rabbia, la finta bava, la finta sbornia, le finte frecce. 

Tutto finto o tutto vero, chi si conforma pure dall'altro lato, quello alternativo, per sembrare più alternativo.

La risposta a tutto questo è
IL MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO
la soluzione all'inconveniente di essere nati .

Nati in questo mare di mezzibusti scolpiti per questo o quest'altro mito inventato dall'industria del cinema americano.

I quattro da Lanciano (CH), una piangente cittadina medievale, hanno indossato le vesti del giullare per ridere e sputare!

Si fracassano in un incidente d'auto, fanno due conti con il dolore e l'inefficienza degli ospedali italiani e si rendono conto, semmai non fosse abbastanza, che così non va, che si sono stancati.

Ma lo sbuffo più grande, più totale, il più annoiato "AUFF!!" del loro disco d'esordio che li ha portati a suonare in tutt’Italia - compreso Berlino e lo Sziget festival di Budapest - è diretto verso di loro= Questi maledetti, che siano maledetti!

Prima di produrre il disco con MArteLabel hanno vinto numerosi premi: Italia Wave, Primo Maggio Tutto l’Anno, Il Rock è Tratto, UPLOAD di Bolzano, alla cui direzione c'è il Sig. Cristiano Godano dei Marlene. Nel 2010 la svolta discografica con la vittoria del “Premio produzione al festival MArteLive” che li fa entrare di diritto nel roster dell'etichetta MArteLabel.  L’anno seguente inizieranno le registrazioni del primo album sotto la direzione artistica di Manuele MAX STIRNER Fusaroli, ed ora, sono disposti a disboscare le montagne, con il taglio della mano. 

Luca Romagnoli (voce), Marco Di Nardo (chitarra), Luca Di Bucchianico (basso) e Nicola Ceroli (batteria) 

Dicono dei MaDe DoPo: 

“La band è vorace: nei suoni, nei testi e nell’intensità che mette sul palco. Era tanto che non si sentiva niente di così prepotentemente provocatorio ma intelligente e, contemporaneamente, facile da ascoltare. Auff!! è stipato di pezzi forti, coi ritornelli che funzionano come nella migliore musica popolare. Che qui ha la forma del punk-funk: chitarre quadrate, batteria secca e (moderati) inserti elettronici. Il modo di prendere in giro tutto e tutti, con arguzia e con una giusta dose di violenza […]” (Luca Valtorta - dir. di XL – su IL VENERDì di Repubblica) 

“Una delle novità più frizzanti e autentiche emerse dal panorama nazionale da un bel po’ di tempo in qua, con tutto quel che occorre – physique du role e presenza scenica compresi – per crescere moltissimo in termini di spessore artistico e di audience. […] noi puntiamo su di loro”.  (Federico Guglielmi – IL MUCCHIO) 

 "Schizofrenici, irrequieti, fanno della particolarità un credo religioso [...] E' la strada che porta diritti al piacere, incontrollato e senza regole, analgesico per lenire il dolore, dopo essere passati dal pronto soccorso dell'adolescenza [...] La band strangola qualsiasi cosa si possa definire futuro e speranza" (Michele Chisena – XL DI REPUBBLICA) 

"Schizofrenici, irrequieti, fanno della particolarità un credo religioso [...] E' la strada che porta diritti al piacere, incontrollato e senza regole, analgesico per lenire il dolore, dopo essere passati dal pronto soccorso dell'adolescenza [...] La band strangola qualsiasi cosa si possa definire futuro e speranza" . ( Michele Chisena – XL LA REPUBBLICA)

"…il progetto è molto valido, nei testi, nel sound, nell’immagine, soprattutto funzionano perché hanno un chiaro concetto di base. Si sono meritatamente guadagnati uno spazio nella scena musicale con irriverenza e senza chiedere il permesso". (Marica Ciavarella – STORDISCO)

 "Una surgery in cui racchiudono urgenza comunicativa, raffinati songwriting, poesia metropolitana decadente e sonorità all'incrocio tra Teatro degli Orrori, il periodo declamativo dei CCCP (vedi Norman) e un gusto per l'idie contemporaneo anglosassone." (Domenico Mungo – RUMORE)

 "...il sottoscritto si sente di consigliare vivamente l’ascolto di questo album e, in attesa di vedere il Management dal vivo, promuove a pieni voti." (Salvatore Schinello - RADIO BOMBAY)

"un disco modernissimo, scoppiettante e dinamico, che dall'imbattibile moniker e da un artwork vietato ai minori inizia a seminare il panico alimentando, con olio marcio e bollente, lo stomaco già devastato dell'ascoltatore [...]  il muro difensivo di una sezione ritmica tra le meno battute del campionato italiano". (Orazio Martino - OSSERVATORI ESTERNI)

 "La band, senza nessun timore reverenziale nei confronti di passato e presente, propone una versione mesmerizzante del cantautorato d'autore uccidendo i germi della contemporaneità con la carica dell'elettricità". (Matteo Ceschi - MUSICA & DISCHI

 "Auff!! è una bomba ad orologeria [...] Parole che rimangono incise nella zona franca fra l'anima e le ossa o che colpiscono, ed è questo uno degli aspetti più riusciti di tutta l'operazione [...] Un disco senza difetti". (Piergiorgio Pardo - BLOW UP)

“Il giovane quartetto abruzzese spalanca il sipario sulle contraddizioni e debolezze umane, sbattendole in faccia con foga teatrale priva di manierismi, puntellando i testi declamatori e dissacranti di spigolature wave e precise ritmiche angolari…”

(Luca Minutolo – FUORI DAL MUCCHIO) 

“Riescono a unire il punk, alcuni tratti del cantautorato di denuncia e un'ironia dissacrante di straordinario impatto”

(Alessio Gallorini - ONDALTERNATIVA)

"Fa strano perchè questi ragazzi abruzzesi cavalcano i loro tormenti provinciali con la dirompente forza di chi ha in pugno un teatro gremito di gioventù sonica"

(Manuel Graziani - RUMORE)

“... una delle più belle e interessanti novità del nostro panorama. C’è dentro l’apocalisse di parole declamate con sarcasmo, rabbia e sofferenza, chitarre in un misto di grezzume punk e freschezza indie, liriche capaci di colpire dritto al cuore anche senza passare per la via più diretta...”

(Fabio Gallato – IMPATTO SONORO)

“E' una crisi profonda, quasi da bava alla bocca, ma intelligente. Questi ragazzi celebrano il "punk celebrale", da pogare con il dizionario in mano o quantomeno con un'espressione meditativa e crucciata...”

(Josè Leaci - SALTINARIA)

“Intelligentissimo progetto concettuale che assembla CCCP, rock’n'roll, il punk sozzo dei vicoli londinesi post-Sex Pistols, i due generi sopracitati, un certo cantautorato colto (Tenco piuttosto che Battiato) ma soprattutto una dirompente forza d’urto nei testi. Band giovane. Ma non sembra. Il frontman è un’attrazione pura. Prova a volare con le sue alucce d’angelo, urla, si dimena, ispirato, prende a pugni l’aria, mentre scorrono idealmente le immagini di guerre, lobotomie moderne, aborti, morti, piccole e grandi apocalissi del nostro tempo. Piacciono. Convincono!”

(Emanuele Tamagnini – NERDS ATTACK)

“L'interpretazione della fantasia in musica, chitarre acide che incidono indelebili solchi nel cervello, la mia
fuga dalla realtà diventa imminente. Live in Punkow non è poi cosi lontano. Vive. Tutto diventa strano, corrosivo, il momento della ribalta che esce allo scoperto, il sangue rosso fuoco dentro le stanche vene”

(Riccardo Merolli - ROCKAMBULA)

Ultima modifica il Giovedì, 28 Febbraio 2013 15:06
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