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Arriva il videoclip del primo singolo estratto da Keep Calm degli Underdog: Empty Stomach. Ai fan il compito di sbloccarlo sulla piattaforma MusicReleaser

Pubblicato in News
Domenica, 24 Gennaio 2010 23:25

Keine Psychotherapie

notturnoAnno: 2009
Etichetta: Altipiani/MArteLabel

Prezzo: 12 € (IVA inclusa)

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Pubblicato in Albums
Martedì, 02 Febbraio 2010 15:28

Underdog

Underdog è un nome, una suggestione, un progetto che prende spunto dalla biografia di Charles Mingus “Beneath the Underdog”.

L’obiettivo è una miscela ritmica di sonorità diverse tra loro e molteplici stili che trovano ispirazione (tra gli altri) in Kurt Weill, Nick Cave, Tom Waits e nell’elaborazione musicale di gruppi come Einstuerzende Neubauten, Brainiac, Primus.

La musica degli Underdog è un gioco di contrasto tra una voce maschile schizofrenica e nasale e un cantato femminile angelico e bellissimo. Il gruppo nasce e si evolve in forma aperta: collaborazioni e rivisitazioni dei brani avvengono di continuo, facendo perno sull’ideale jazz e sul concetto artistico di performance. Ogni voce e suono del gruppo si accosta ai brani in modo fine ed istintivo, premiando sia l’armonia che il rumore, Così paradossalmente nasce la struttura di ogni brano: teste che suonano e rifiutano i dogmi.

 

 

Il 2007 è un anno di svolta per la band che, vincendo il concorso MArteLive, si aggiundica diversi premi tra cui in particolare il contratto discografico con Altipiani Records e la realizzazione del videoclip a cura di Solobuio Videoproduzioni “Spectra” (singolo tratto da “Keine Psychotherapie”) che entra in rotazione su Music Channel e vince il premio miglior videoclip al Meeting delle Etichette Indipendenti.


Il 2009 vede l’uscita del primo album “Keine Psychotherapie” prodotto da Altipiani Records in cooproduzione con la neonata MArteLabel. Nel 2010 sono finalisti del concorso "Primo Maggio Tutto l'Anno" e vincitori del premio "Rai Trade e Next Exit" per la miglior performance. Finalisti con “B-Line” del concorso di “Coverville” su Life Gate Radio. Ospiti all’“Avantgardè Festival” di Amburgo e a Villa Ada di Roma per “Roma incontra il mondo” con Luigi Cinque e Hipertext O’rchestra.

 

Nel 2011 si esibiscono durante la serata di presentazione dell’etichetta MArtelbel, all’interno della rassegna Generazione X, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Successivamente sono stati ospiti nella “StadtfischFlex Orchestra” con Uwe Bastiansen (Faust) e Geoff Leigh (Henry Cow).

 

Durante il 2012, in parallelo con le registrazioni dell’album “Keep Calm”, prosege il tour della band e saranno votati come migliore rivelazione live per il mese di Febbraio 2012 dai direttori artistici dei live club del circuito KeepOn. Dopo il successo di critica e pubblico del primo lavoro “Keine Psichotherapie” (2009), è uscito il 15 novembre 2012 “Keep Calm” secondo album della band, anticipato a settembre dall’EP digitale “Empty Stomach”. Immagini estreme e suoni violenti a creare atmosfere brutali e totalizzanti di un disco in cui gli strumenti sono stati d’animo, ombre e sensazioni che si incontrano.

 

Nell'agosto del 2013 si esibiscono a Budapest sui palcoscenici dello Sziget Festival, uno delle più importanti manifestazioni musicali europee, evento al quale hanno partecipato anche altri due artisti di casa MArteLabel, Roberto Dellera e Marzia Stano aka UNA.

A novembre danno il via ad una tournée nel centro-sud Italia, mentre a febbraio 2014 verrà pubblicato il dvd di due concerti registrati a giugno a Roma: la produzione sarà finanziata da una campagna di crowdfunding sul portale www.martefunding.org

 

Gli Underdog sono:

Barbara"Basia" Wis'niewska - voice
Diego Pandiscia - voice, bass
Alberto Fiori - pianoforte
Francesco Ceprano Cipriani – chitarra, toys

Alberto Vidmar - trombone
Michele Di Maio - violino
Tommaso Moretti – drums

 

Fabio Mascelli - drums (on Keep Calm)

Giuseppe Trastulli - piano (on Keep Calm)

Fabio Di Giovanni - drums (on Keine Psycotherapie)

 

 

www.underdogmusic.it

 

Dicono degli Underdog

 

Blow Up - Dicembre 2012 - Recensione

«La conferma di una delle formazioni più originali e interessanti del panorama italiano»

Blow Up - Dicembre 2012 - Intervista

«Sono jazz quanto lo potrebbero essere John Zorn o gli Henry Cow, e come gli esempi citati hanno la capacità inusuale di alternare momenti melodici a lievi deliri sonori letteralmente esplosivi»

Keep On - Novrembre 2012 - Intervista

«Sono una delle band più interessanti attualmente in Italia grazie alla loro fusione schizoide di jazz, psichedelia, progressive, noise e suggestioni alla Kurt Weill»

Blow Up - Novembre 2012 - Recensione

«L’alternanza di atmosfere dà vita a pezzi che vivono di contrasti, ma che ritrovano in questo approccio schizofrenico un’identità nuova che ammalia [...] Siamo in definitiva di fronte a un gruppo intellettualmente sofisticato che però non rinnega l’energia e la capacità di coinvolgimento»

Osservatori Esterni

«Meravigliosamente eclettici, stupefacentemente imprevedibili….uno dei gruppi più geniali che io abbia mai visto in territorio nazionale [...] Costantemente alla ricerca del suono (finalmente libero da dogmi, etichette e schematismi subdoli e limitanti), l’unica via da seguire per comprendere l’album è quella di non avere una via, di perdersi, non avere nessun punto fermo, lasciarsi alle spalle le nozioni di orientamento e raziocinio. Siamo di fronte ad un lavoro che non ha angoli, confini o argini di sorta, spazia nel tutto: "Keep Calm" è Musica»

Rockambula

«Miglior band emergente in circolazione in Italia: atto secondo. Fine della recensione»

Il Manifesto

«Una patchanka di rock, jazz, e tradizione cantautoriale mitteleuropea. Una miscela di sicuro effetto, che con questo secondo album acquista in maniera decisa una sorprendente maturità»

Plesobiosi Plutofobica

«Keep Calm è un disco jazz come se ne vedono pochi. Schizofrenico, pazzoide, sopra le righe, suonato con tecnica maestrale ed estremamente eclettico»

ShiverWebzine - 26-12-2012 - Recensione

«Qui di transglobal music si tratta, ossia musica senza confini geo-culturali e il cui primo motore mobile è l’inestinguibile bramosia della curiosità, mostro tentacolare affamato di suggestioni e suoni dal mondo [...] Originalità ed eclettismo si sprecano in questo percorso dove il post-rock si fa jazz e il jazz si fa post-rock e la musica circense si mescola a vaudeville e cabaret e sonorità slave si fondono in improvvisi echi industrial, tanto che i Gogol Bordello paiono studenti in interrail al confronto [...] I musicisti coinvolti nel progetto Underdog dimostrano perizia e senso della misura nel dosare, brano per brano, le giuste quantità degli ingredienti necessari al miracolo alchemico di estrarre l’ordine dal caos»

News Mag - 25-12-2012 - Recensione

«Da questo assunto i sette componenti del gruppo generano dodici musiche che sembrano rappresentare le incalzanti scadenze quotidiane. E’ la musica a forgiare i contrasti più evidenti; decostruita in un caos più o meno organico, appare guazzabuglio di generi, un centrifugato di modelli e schemi indistinti alla stregua della condizione precaria dei giorni nostri. Niente certezze, niente punti di riferimento, niente etichette. Un concetto espresso a livelli diversi»

Freak Out Magazine - 03-12-2012 - Recensione

«Una grande dose di maestria musicale permette agli Underdog di fare dischi che sono frustate e la musica è la cinghia che cambia forma continuamente [...] Un modo di lavorare ai brani puramente folle, ma al contempo accuratamente lucido [...] Gli Underdog in pochi anni si sono confermati fra le band più interessanti e meritevoli della penisola e durante l’ascolto di “Keep Calm” una domanda balenava nella mia testa: “Dobbiamo forse aspettarci la meritata conquista dell’Europa? [...] Le atmosfere sono quelle che in un film avrebbero rimandato ai club dei sobborghi popolati da freak ambigui e surreali: ascoltando l’album è quasi una certezza che questa sia la loro volontà. Tante spennellate di noir durante l’album, tanta teatralità; per questo rimandabili al cabaret-rock dei forse troppo sottovalutati The Dresden Dolls [...] Un supporto tecnico-musicale che non passa inosservato: piano, violini, chitarre, trombone, basso e batteria; ma in questo exploit sonoro poi troviamo l’esplosione di voci che si sovrappongo, si superano, si amalgamano ed esaltano palesemente le loro differenze

Ondarock - 01-12-2012 - Recensione

«Si può immaginare i Primus che duettano con i Pram, o i Dresden Dolls che finalmente danno sfogo a tutta la loro isteria invece di contenerla come hanno fatto fin troppo spesso, insomma un allucinato viaggio che sa essere assolutamente personale ed avvincente»

Stordisco - 19-10-2012 - Recensione

«Si può immaginare i Primus che duettano con i Pram, o i Dresden Dolls che finalmente danno sfogo a tutta la loro isteria invece di contenerla come hanno fatto fin troppo spesso, insomma un allucinato viaggio che sa essere assolutamente personale ed avvincente»

Umbria City 15-05-2009 - Recensione

«Pianoforte, trombone, violino, giocattoli e percussioni varie... sono in sette e fanno un casino infernale. E' un jazz violentato dal free-rock di Captain Beefheart che morde il culo ai primi Deus investiti da Peter Brotzmann»

Mescalina - 17-03-2009 - Recensione

«Credo che la musica emergente che ballonzola nei paraggi, non si sia mai spinta a tanto come questi Underdog; il loro stile scaltrissimo, radicale, e a tratti militarizzato da una verve fumettistica, sembra fatto apposta per diventare un piccolo oggetto di culto tra gli alternativi più intransigenti e in cerca di “cose forti”. “Keine Psychotherapie” è l’espressione musicale più intellettuale, bella, e arguta che Altipiani e MarteLabel potessero inoculare nell’epidermide underground»

Enrico Veronese - Blow Up - 15-03-2009 - Recensione

«Mark Sabdman, il cantante dei Morphine, scomparve dieci anni fa sul palco mentre suonava a Palestrina, alle porte di Roma. Singolare come alcune spore del nefasto accadimento siano state portate dal vento poco lontano, nella sala prove degli Underdog: dopo la messe di riconoscimenti succeduta all’ ottimo “Zeno”, i sette capitolini mettono a punto una macchina da spettacolo che va sempre nella direzione meno preventivata un attimo prima, quantunque originale….7/8»

Rockerilla - 15-03-2009 - Recensione

«Schizoidi come solo i Mr. Bungle sapevano esserlo. O, per restare in territorio italico, alla maniera dei Quintorigo. Che condividono con gli Underdog una passione viscerale per Charles Mingus…
Atmosfera ubriaca da cabaret voltaire (quello di Hugo Ball), sguaiato ma virtuosi crooning mitteleuropeo (più che waitsiano: la voce versatile di Barbara "Basia" Wis'niewska, quella da cartoon dell'orrore di Diego "d.Ego" Pandiscia), jazz, of course, tanto jazz e un vorticoso - e leggermente patologico:come si diceva in apertura - roteare tra generi e stili, colori ed umori. Straniante, ma anche perversamente seducente»

RockAction - 08-03-2009 - Recensione

«Bel disco, mai banale, schizofrenico quanto basta e densamente popolato di stili, umori e suoni. È un album che ti trascina e mette in moto i contorti ingranaggi, le infinite personalità della nostra mente»

Alias - Il Manifesto - 07-03-2009 - Recensione

«… come suonare intelligentemente e con un tocco di ironia un disco di vero crossover, senza intenti didascalici o artificiosi. Si ascoltano brani jazzati degni delle chitarre di Friselli e Ribot (Spectra), altri che rammentano Primus e Oysterhead (Prendi 5, Circus), soft-song sulla scia dei Lamb (B-Line) e dirty blues alla Waits (Relax)…»

 

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